Un
gruppo di continuità, o UPS, è una batteria che si mette fra la presa e l'apparecchio: quando manca la corrente continua ad alimentarlo per qualche minuto, il tempo di salvare e spegnere in modo pulito. Non serve a lavorare durante un blackout, serve a non perdere dati e a non rovinare l'hardware.
Si dimensiona in VA, e il calcolo è semplice: si sommano i watt di quello che si vuole proteggere e si moltiplica per circa 1,6. Un computer fisso con un monitor sta sotto i 400 W, quindi un UPS da
650-850 VA basta; un NAS acceso ventiquattro ore chiede meno potenza ma più autonomia.
Le tre tecnologie non sono intercambiabili. L'
offline è il più economico e interviene con un piccolo ritardo, sufficiente per un PC casalingo; la
line interactive corregge anche gli sbalzi di tensione ed è la scelta giusta per un ufficio; l'
online a doppia conversione non ha alcuna interruzione ed è per i server.
La batteria è un materiale di consumo: dura tre o quattro anni e va sostituita, e su alcuni modelli economici non è sostituibile — a quel punto si butta l'apparecchio intero. Il prezzo medio in catalogo è di
233 euro. Vedi anche
NAS e storage e
Informatica.