Gli
auricolari in-ear si distinguono dalle
cuffie a padiglione per una cosa che decide tutto: la tenuta. Un auricolare che non sigilla bene il condotto perde i bassi e rende inutile qualunque cancellazione del rumore, per quanto costosa. I gommini in dotazione vanno provati tutti, non è un dettaglio.
La cancellazione attiva del rumore non è tutta uguale. Funziona benissimo sui suoni continui e bassi — il rombo dell'aereo, il treno, il condizionatore — e molto meno sulle voci. Chi la cerca per l'ufficio aperto spesso resta deluso: lì serve l'isolamento passivo, cioè la tenuta.
L'autonomia si legge in due numeri, e i produttori li sommano volentieri: le ore dell'auricolare da solo, che sono quelle che contano in un volo o in una corsa, e il totale con le ricariche della custodia. Cinque o sei ore singole sono lo standard oggi.
Il prezzo medio in catalogo è di
77 euro su otto marche, ed è la fascia in cui si trova quasi tutto quello che serve: sopra i centocinquanta si comprano cancellazione migliore e codec ad alta risoluzione, che servono a chi ha musica in formato adatto. Vedi anche le
cuffie e le
cuffie da gaming.